Politica & Attualità

NOSTALGISMO E BECERISMO: PRODOTTO DEGLI UTILI IDIOTI DI TURNO

 

Il nostalgismo e il becerismo, di qualsiasi “estremismo” politico, rappresentano il prodotto finito degli utili idioti di turno sempre pronti a sentirsi rivoluzionari quando, in realtà, sono delle macchiette non considerate minimamente dal popolo.

Nel 2020 è possibile assurgere, ancora, a tesi del tutto sconclusionate e anacronistiche? Assolutamente no e la dicotomia fascismo/antifascismo diviene ancora una volta il punto focale di questo articolo.

Infatti, abbiamo da una parte teste rasate, svastiche e magliette del Duce contro rincitrulliti colmi di piercing (in ogni angolo del corpo), con stracci addosso e chissà che altro…insomma sembra il derby del carnevale e invece no…tale fenomenologia rappresenta ancora, seppur in minima parte, un orribile parentesi politica della nostra nazione e anche del resto del mondo se vogliamo.
Parliamo degli stessi individui che fanno dell’antisemitismo (non conoscendo la differenza con l’anti-sionismo), oppure del negazionismo sulle foibe, il proprio cavallo di battaglia portando il livello culturale del dibattito politico a livelli davvero bassissimi che testimoniano come tali formazioni non sarebbero mai capaci di governare la nazione e tantomeno il paesino di 1.000 abitanti.
D’altro canto questo articolo non vuole giustificare, in alcun modo, la deriva di pensiero democristiano che tende a quel moderatismo scanzonato che tanto piace ai cerchiobottisti, bensì intende far luce su fenomeni che non sono positivi e che non danno quella tanto agognata innovazione nel campo della destra e della sinistra o del superamento di queste due parti in nuovi contenitori politici ma soprattutto ideologici.

La ferma condanna a certi ambienti (beceri e nostalgici per intenderci) avviene anche da intellettuali del calibro di Dugin o De Benoist che hanno ben capito come non si possa auspicare alla rivoluzione nazionale se si vive in ghetti esasperanti e ove non vi è una vera e propria volontà di cambiamento ma solo l’imposizione del proprio, oltre che falso, machismo intellettuale da “duri e puri” di ogni situazione.

Di Marco Tuccillo.