Politica & Attualità

La virilità maschile contro l’ideologia femminista.

Recentemente è stato ricondiviso sui vari social un articolo pubblicato da Vice e scritto – nel 2015 – da una certa Alison Stevenson , una donna felicemente grassa che secondo alcune fonti vive nella città di Los Angeles.
L’autrice dell’articolo in questione afferma che la società moderna abbia creato dei veri e propri standard estetici femminili da dover seguire a tutti i costi se si vuole essere belle, accettate e fare carriera. Su questo sono pienamente d’accordo, d’altronde questi fisici ultra magri e perfetti non sono dei sogni nel cassetto inseguiti da tantissime donne ma anche da un abbondante numero di uomini che sono insoddisfatti del loro corpo.
Oltre alle modelle di 50 kg che vediamo su Instagram, sulle riviste e in televisione ci sono anche tanti ragazzi famosi e non che sono ben piazzati, che hanno robusti bicipiti e addominali ben scolpiti e di conseguenza, questi nuovi “Adoni”, sono il punto di riferimento per molti uomini obesi, deperiti, bassi o con qualsiasi altro difetto fisico che risulterebbe sbagliato per la società in cui viviamo.
La reporter Stevenson dichiara, sempre nel suo articolo, che in passato lei si è sentita insicura della sua forma fisica, che svolgeva rapporti sessuali solo a luce spenta e che un giorno, un ragazzo con cui si frequentava, le abbia detto sotto le lenzuola che a lui non piacevano le donne grasse e che quindi non la reputava né brutta né in sovrappeso.
Da lì in poi la giovane Alison inizia la sua battaglia a favore del cosiddetto body positive (corpo positivo) dichiarando che gli uomini si devono rassegnare al fatto che essi siano attratti da donne grasse, che non devono seguire i modelli di bellezza femminili creati dal mondo occidentale e che le donne sono libere di poter ingerire tutte le calorie che vogliono senza preoccuparsi del fattore estetico.
Alison Stevenson ha scritto anche altri articoli per Vice dove dice che ha sostituito gli uomini con dei sex toys, che preferisce di gran lunga un sesso occasionale, che si è dovuta disintossicare dagli uomini, che non fa sesso orale perché la sua vagina e il suo ano svolgono un lavoro migliore rispetto alla sua bocca e altre cose dello stesso genere.
Insomma, abbiamo capito che la Stevenson, probabilmente, non è altro che la solita “nazi-femminista” che si sente al centro del mondo solo perché è una donna grassa, libera e amante del sesso.
Bene, devo dire che condivido fortemente il messaggio della giornalista. Ognuno di noi deve fare di tutto per piacersi senza dare peso al giudizio altrui ma, al contempo, non sono d’accordo sul fatto che per remare contro i canoni estetici della modernità si debba mangiare a tutto sbafo tutto ciò che si vuole, quando si vuole e dove si vuole.
Bisogna voler bene al proprio organismo, soprattutto perché è una questione di salute!
Ricordiamoci che donne formose come Sofia Loren, Brigitte Bardot, Marilyn Monroe, Edwige Fenech, Monica Bellucci, Ornella Muti e tante altre sono state e sono ancora considerate belle quasi come la dea Venere; e quest’ultime citate, fisicamente parlando, non possono essere di certo paragonabili alla Ferragni.
Difatti pure la stessa Venere di Botticelli  fu rappresentata in maniera formosa, mica come una boiler.
Promuovere l’obesità e uno stile di vita sedentario è assolutamente sbagliato e non ve lo dice proprio il sottoscritto!
Nella mia adolescenza sono stato un ragazzo in sovrappeso, a 19 anni pesavo quasi 100 kg e avevo un’altezza di circa 1,75 cm. I pantaloni non mi si abbottonavano più, le magliette che avevo mi andavano strette e avevo paura di passare davanti allo specchio.

In foto la reporter Alison Stevenson. 


Ad un certo punto della mia vita decisi di intraprendere una dieta, andai da uno specialista e seguii attentamente i suoi consigli accompagnando una corretta alimentazione con la palestra e il nuoto.
Alla fine arrivai a pesare intorno ai 68 kg, ero sottopeso, ma lo sport mi aiutò a rimettere in sesto quella quantità di muscoli che il mio corpo aveva perso e ora il mio peso oscilla tra i 73 ai 76 chilogrammi, faccio sport tre volte a settimana, cerco di non prendere mai la macchina e di fare ogni minimo spostamento sempre a piedi.
Ma perché ero grasso? Il motivo è che nella mia infanzia non sono mai stato educato a nutrirmi bene. Prima della mia dieta non avevo ancora ben capito cosa erano delle calorie, dei grassi, degli zuccheri, delle proteine e quant’altro e quindi non riuscivo a capire la quantità di calorie che ingerivo quotidianamente. La colpa di ciò l’attribuisco sia alla mia famiglia sia alla scuola. Questi due soggetti sono la base principale per l’educazione e la cultura di un bambino e non insegnare alla nuova generazione anche a nutrirsi in maniera sana e a fare esercizio ginnico creerà un futuro di obesi e di rammolliti. La famosa dieta mediterranea è composta in larga parte da carboidrati e proteine e ci sono molti bambini e adolescenti che ingurgitano una quantità eccessiva di questi due tipi di alimenti, soprattutto nella parte meridionale del paese dove un bambino su tre è in sovrappeso.
Con ciò non condanno la cucina italiana, che la reputo genuina e squisita, ma dico che sarebbe giusto contare le calorie che immettiamo nel nostro corpo e che dovremmo anche studiare attentamente cosa mangiamo a tavola.
Io, dopo la dieta, non ho rinunciato ad alcun piacere. Durante la settimana eseguo i miei esercizi di nuoto e mangio sano e nel fine settimana, per premio, mi concedo una pizza e una coca cola.
Oltre alla mia esperienza di vita vissuta in prima persona vi dico che mio padre, a causa del suo sovrappeso, ha avuto un infarto dieci anni fa e soffre di un alto tasso di colesterolo. Anche mia madre è in sovrappeso e soffre di diabete e di tiroide (anche io e mia nonna materna, i disturbi della tiroide sono ereditari). La vita dei miei genitori cambierebbe in maniera radicale se solo avessero 30 chili in meno.

Ci ritroviamo all’ennesima scelleratezza del femminismo, oltre a protestare per la tassazione degli assorbenti, contro l’inesistente patriarcato, per avere più diritti (quali altri?) e nessun dovere ora divinizzano anche le donne grasse e sembrerebbe che quasi obbligano il maschio a farsele piacere. Ripeto che l’essere grassi non è un problema, il problema sono le malattie che l’obesità prima o poi porta.
Perciò, care femministe, evitate di promuovere l’obesità e la vita comoda. Impariamo ad educare i nostri giovani allo sport, alla cultura e alla buona alimentazione perché se si continua così il futuro della nostra Nazione, oltre ad avere una crisi identitaria ed economica, sarà ricca di persone obese e con gravi malattie.

Di Giovanni Rea.