Politica & Attualità

IL FRONTE ARCHEOFUTURISTA E LA VISIONE DI FAYE

 

 

Di Marco Tuccillo

L’ archeofuturismo è sia arcaico che futuristico, poiché convalida la primordialità dei valori epici di Omero nello stesso respiro in cui avanza la più audace scienza contemporanea.”Michael O’Meara

Quando si parla di “Archeofuturismo” molti ancora non sanno di cosa si tratta, poco considerato nel nostro mondo identitario o almeno in Italia dove le dialettiche ideologiche preferiscono rafforzarsi su concetti già ben radicati. Eppure Guillame Faye, autoro del libro chiamato proprio “Archeofuturismo”( uscito oramai vent’anni fa), decise di “andare oltre” arrivando a formulare una sintesi ideologica che possa coniugare Evola e Marinetti, il sacro e la tecnoscienza, la potenza dell’arcaico e le suggestioni avveniristiche.

Guillame Faye era una delle più eminenti figure della Nouvelle Droite assieme ad Alain de Benoist e Dominique Venner (ognuno con le sue dovute differenze, infatti i tre non possono essere considerati sulla stessa linea ideologica o filosofica) che hanno dato alla “destra” -sulla scia della tradizione- una visione verticale elevata alla tensione spirituale che possa costruire l’uomo in maniera organica, perno principale per la costituzione di una società forgiata sull’identità, la comunità, la socialità rispettando pienamente i canoni europei e ripudiando certe manie di massa marxiste o anglosassoni (pur rispettando realtà squisitamente genuine negli Stati Uniti d’America, in particolar modo Venner con la questione sudista o confederata).

Tornando a Faye e all’Archeofuturismo, possiamo citare le sue parole in merito alla tecno-scienza: ” La tecno-scienza, ad esempio, è incompatibile con i valori umanitari ed egualitari della modernità. Il ventunesimo secolo vedrà la rinascita delle lotte che l’ideologia cosmopolita borghese e occidentale pensava di aver seppellito da tempo: conflitti identitari, tradizionalisti e religiosi; questione geopolitiche; sradicamento etnico posto a livello planetario; conflitti per la scarse risorse…”. Un Faye decisamente profetico in tal senso che attraverso la sua denuncia, dettata da una grandissima formazione (quasi monastica nel senso della devozione alla causa), aveva già ben intuito tutti i mali del mondo moderno (e come lui altri) e le conseguenze che avrebbe apportato agli uomini, in particolar modo agli europei.

Sostanzialmente cosa vuole un archeofuturista? Un archeofuturista conosce il futuro della destra europea ed europea della diaspora (basterebbe pensare agli Stati Uniti oppure all’America Latina e via discorrendo)e richiede una trascendenza (un’elevazione) della divisione tra coloro che desiderano ripristinare le tradizioni del passato e coloro che chiedono nuove forme sociali e tecnologiche – creando una sintesi che amplificherà i punti di forza e frenerà gli eccessi di entrambi.

Il Fronte Archeofuturista chiama quindi alle armi, una crociata della quale non possiamo fare a meno e nella quale bisogna aderire con estrema coscienza di ciò che eravamo, ciò che siamo e quello che dovremmo essere per l’eternità…europei.