Politica & Attualità

QUARANTENA Sì, QUARANTENA NO, QUARANTENA FORSE

 

In questi giorni di isolamento forzato, non sono mancate le polemiche sulla reale efficacia della quarantena e sopratutto sulla sua legittimità morale e giuridica.
Se da una parte abbiamo i paladini del #iorestoacasa, dall’altra abbiamo molti cittadini che non accettano o sopportano a fatica i provvedimenti presi dal governo per far fronte all’epidemia in corso.
Si parla di regime, di stato di polizia, di diritti negati. A farla da padrone, come sempre, è la disinformazione, con bufale che rimbalzano ovunque nella rete e lanciano l’amo per prendere il pesce lesso che subito condivide e allarma la popolazione già provata.
Leviamoci i nostri occhiali con le lenti colorate e proviamo ad analizzare in maniera obiettiva i fatti.
Il decremento dei contagi e dei morti e l’aumento dei guariti ci indicano subito che l’isolamento è stata una mossa concettualmente e praticamente giusta. Si poteva fare di più e meglio? Sicuramente, ma negare l’utilità di questo provvedimento alla luce dei dati è intellettualmente scorretto. Nessuno vieta di supportare il governo in essere (chi scrive non l’ha mai fatto, nemmeno quando al posto del rosso vi era il verde), ma occorre mettere da parte la diatriba politica e concentrarsi sul bene della Nazione, anche perché il diritto alla salute e alla vita è il primo e più sacro. E dovrebbero saperlo bene coloro che parlano di regime e protestando contro le libertà “negate”, quando poi (alcuni di loro) difendono le leggi ben più restrittive di un’epoca ben più controversa. In linea generale, si sta proteggendo la popolazione, anche per mettere una pezza alla discutibile gestione tenuta all’inizio dell’emergenze, al buonismo degli abbracci e ai vari #nonsiferma, concetti curiosamente propagandati da chi oggi invece ci strilla al balcone di restare a casa.
Con questo, ovviamente, non si vuole difendere chi si è scoperto spia dal proprio poggiolo né chi ha dato sanzioni assurde a cittadini che pur avevano il diritto di circolare, provando i validi motivi.
E’ stato chiesto al popolo di utilizzare il buon senso, ma sovente l’esempio non è stato dato da coloro dai quali ce lo si aspetta, che anzi si sono attaccati con rigore alle virgole quando prima trascuravano reati ben più gravi.
Giusto sanzionare chi se lo merita a causa di egoismo e ignoranza, ma la contempo mantenere la fiducia dei cittadini evitando inutili pignolerie che porteranno gli uffici pubblici a intasarsi di ricorsi con conseguente spreco di denaro.
Ma poi? Oltre alla salute, vi sono i sacrosanti diritti sociali, già gravemente minati dal pensieri liberista ed europeista e su questo non sembra si stiano facendo molti passi avanti. C’è chi si appella all’Europa, convinto che essa sia un opera di carità pronta a intervenire in nostro soccorso senza nulla chiedere (risate in sottofondo). Non vi è una proposta concreta di aiuti, in particolare dal punto di vista fiscale, e le misure adottate non sono gestite in maniera efficiente. E’ innegabile che ci si è trovati impreparati, e la superficialità e il buonismo hanno fatto il resto.

Speriamo solo che, terminato questo periodo, sia popolo che istituzioni facciano tesoro della lezione e che i responsabili siano individuati e puniti. L’Italia ce la farà, come sempre.

Di Lorenzo Scotti.