Politica & Attualità

DITTATURA SANITARIA O NECESSARIE PRECAUZIONI?

 

Com’è chiaro a tutti in questi giorni, al seguito del nuovo decreto, si contrappongono varie correnti di pensiero su quali sarebbero state le giuste misure da attuare per contrastare l’emergenza Covid. I più prudenti ritengono necessarie le misure adottate dal Governo. Altri invece considerano oramai esagerate tali disposizioni, considerandole addirittura da “dittatura sanitaria”. Un vero braccio di ferro tra maggioranza e opposizione che non risparmia neanche i simpatizzanti delle due aree politiche.

Ma la disputa più importante è quella che vede contrapposte, la comunità scientifica capeggiata dall’OMS ed un’altra composta da molti scienziati con curriculum che non hanno nulla da invidiare ai primi, anzi. Quest’ultimi, ovviamente, hanno contro di loro l’intero mainstream, dove in primis in Italia troviamo il solito gruppo Espresso. In altre parole per l’opinione pubblica, i primi sono gli unici da interpellare, mentre i secondi, nonostante tra loro ci siano ricercatori di fama mondiale, vengono considerati dei banali “complottisti”.

A chi delle due fazioni dare ascolto? Difficile dirlo perché fin dall’inizio si è detto tutto e il contrario di tutto. Ma con dati ISTAT alla mano posso sicuramente aiutarvi nel prendere una posizione almeno sulla letalità del virus.

Nonostante la situazione d’emergenza sul sito dell’Ente non sono riportati i numeri dei decessi totali in Italia dei primi 4 mesi. Per un lasso di tempo, che va dal 1 gennaio al 4 aprile, è riportato solo il conteggio dei morti del 2020 per ogni Comune italiano, facendo un confronto con quelli del 2019. E’ possibile inoltre avere un riscontro per varie “fasce d’età” ed è questo il fulcro per la vostra valutazione.

Per avere una panoramica inconfutabile procedo per eccesso, analizzando la città di Bergamo a cui corrisponde lo scenario più catastrofico in Italia. Da cui risulta, che in questo arco di tempo, c’è stato un incremento di 585 morti rispetto all’anno precedente. Ma come ho già detto è possibile anche avere un riscontro per ogni fascia d’età. Precisamente dai 0 ai 14 anni, dai 15 ai 64 anni, dai 65 ai 74 anni, dai 75 ai 84 anni e dai 84 in su. A mio avviso però, la fascia d’età che va dai 14 ai 64 è la più significativa, ma “stranamente” proprio questa ha un range molto ampio, giustificabile solo in tempi normali. Infatti mette insieme 2 o più fasce d’età molto differenti tra loro. Comunque, selezionandola troviamo un aumento di mortalità del 50% circa, MA ATTENZIONE, su una scala molto ma molto minore rispetto a quella complessiva. Troviamo 44 morti del 2020 contro 24 del 2019.

Quindi ricapitolando, nella città italiana più colpita dal virus abbiamo:

un aumento di sole 20 persone decedute (per una città di 122383 abitanti) che corrispondono a circa il doppio dell’anno precedente. Questo però per una fascia d’età molto ampia, che va dai giovani, di norma in perfetta salute, ad adulti della terza età, molto spesso soggetti ad acciacchi d’ogni genere.
Da ciò si deduce che molto probabilmente i decessi appartenenti a questa fascia siano perlopiù persone adulte. Ne consegue, per forza di cose, che la morte di questi sia causata da patologie che ritroviamo in soggetti che hanno oramai varcato la soglia della giovinezza e quindi che l’aumento dei morti, nella stramaggioranza dei casi, sia causata “per” Coronavirus e non “con” Coronavirus. Soprattutto perché superando questa fascia d’età riscontriamo subito un boom di decessi.

Alla luce di questi dati, da che parte stare? Dalla parte dei “chiudiamo tutto” o dalla parte degli “apriamo o moriamo di fame”? Dalla parte di chi pensa che tutto questo sia “terrorismo mediatico” o dalla parte di chi “si fida ciecamente del mainstream”? Dalla parte di chi crede che le misure intransigenti prese dal Governo siano necessarie o dalla parte di chi sostiene che c’è solo bisogno di differenziare le dovute precauzioni in base ad età e salute di ogni singolo individuo? Lascio al lettore trarre le sue personali conclusioni.

Di Salvatore Del Sorbo.