Politica & Attualità

L’IPOCRISIA DEL BLACK LIVES MATTER ANCHE IN CALL OF DUTY E ALTRI VIDEOGAMES*

 

di Marco Tuccillo

In questi mesi noi tutti stiamo seguendo con particolare attenzione quanto sta avvenendo negli USA e in Europa, riguardo le proteste scoppiate in seguito all’assassinio di George Floyd da parte delle forze dell’ordine di Minneapolis (Minnesota, USA).

L’ondata di proteste capitanate da antifascisti, liberal, anarchici e suprematisti afro non ha perso tempo a distruggere e saccheggiare gli Stati Uniti d’America e a tirar fuori dal cilindro il famosissimo motto: “Black Lives Matter“. Pochi sanno che “Black Lives Matter” nacque sotto la presidenza Obama, nella quale si registrarono molti casi di abusi di forze dell’ordine sia sugli afroamericani che sui bianchi (ma questi ultimi non sono mai considerati dal mondo dei mass media o dallla politica sinistrorsa prezzolata). Nonostante il motto fosse nato sotto la Presidenza Obama e quest’ultima vide -nei primi quattro anni- maggiori crimini e abusi della polizia a confronto del primo mandato di Donald J. Trump alla Casa Bianca, infatti -seguendo la narrativa- pare che la colpa delle condizioni degli afroamericani e l’assassinio di Floyd siano causati proprio dalle politiche del tycoon ma sappiamo tutti che non è affatto così.

Nel giro di poco tempo il “Black lives Matter” (BLM) ha trovato spazio anche nel mondo dei videogiochi, in particolare Call Of Duty che ha deciso -assurdamente- di rinviare tutti gli aggiornamenti inerenti al gioco “Warzone” e di inserire in quest’ultimo, durante i vari caricamenti (i videogiocatori sanno di cosa parliamo), la didascalia “Black Lives Matter” con il fervorino sull’uguaglianza, la libertà e via discorrendo. Insomma non trovate ridicolo che l’omicidio Floyd abbia portato a tutto questo mentre la morte dei bianchi trova la completa indifferenza della massa amorfa asservita al totalitarismo arcobaleno? E’ la prima volta, che io ricordi, nella quale vengono bloccati aggiornamenti per un videogioco o l’uscita di varie serie tv perché “è un momento delicato nella quale noi tutti dovremmo riporre attenzione e vicinanza alle proteste”.

Tutto questo falso buonismo ci sta facendo capire quale sia la reale posta in gioco e non tratta affatto la questione razzismo, nazi dell’Illinois o altre becerate propagandistiche liberal bensì un modus operandi utile a destabilizzare l’Occidente, la sua cultura, la sua tradizione e il suo popolo in maniera tale da ottenere una “balcanizzazione” funzionale ad un maggiore controllo nei confronti della massa e in senso totalitario.

Definiamo “totalitario” il mondialismo perché rispecchia tutti i canoni di un regime globale che vuole imporre un determinato pensiero alla popolazione e se quest’ultima si permette di pensarla diversamente viene immediatamente additata come bigotta, sostenitrice dell’odio e della guerra. A detta di ciò possiamo confermare di vivere in un mondo Orwelliano e spetta a noi, miliziani a difesa della civiltà, respingere l’offensiva globalista con i suoi contenuti contronatura e il suo buonismo nauseante che sta deturpando la società e i prodotti di quest’ultima.