Politica & Attualità

Siam pronti alla morte…in tutti i sensi

 

Sarebbe superfluo nello specifico parlare di cosa è accaduto ieri sera durante la finale di Coppa Italia tra Juventus e Napoli.

Ma non possiamo non pensare a dove ci sta portando il politicamente corretto.

Tralasciamo il ragazzo in questione, Sergio Sylvestre, che a mio avviso di colpe ne ha relativamente poche perché in quanto “artista” va dove lo invitano, e probabilmente pagano.

Le colpe vanno cercate in alto.
Tra i vertici di un Coni che cerca in tutti i modi di allinearsi alla mentalità buonista e politicamente corrente vigente ormai in questo paese.
Una simbologia quella di ieri sera non causale e machiavellicamente studiata per sensibilizzare il pubblico su temi come lo Ius Soli, l’inno nazionale lo può cantare chiunque, e il Black Lives Matter, il pugno chiuso, che si sta trasformando ormai in religione.

Cosa si può fare per arginare questa nuova ondata di buonismo dilagante?

Si sta sul pezzo.
Si studia e si parla con la gente.
Non si fanno attacchi gratuiti prestando il fianco a speculazioni da parte del nemico.
Perché per sconfiggere il male del nostro secolo non servirà vandalizzare le scritte dell’ANPI o i simboli del comunismo, scendendo al livello del nemico, ma solo rendendo il nostro popolo cosciente della sua storia e del suo essere più profondo.
Quindi signori si siamo pronti alla morte ma scegliamo io il modo e il dove.
Da Italiani ed Europei.

Di Jean Becciu