Cinema

Clint Eastwood: Il mito cinematografico e l’uomo politicamente scorretto.

Di Jean Becciu 

Ero un bambino, credo di aver avuto intorno ai 10 anni o poco più, e un pomeriggio di una calda estate romana ero sul divano di casa mia a fare il giro dei canali alla ricerca di qualcosa che potesse dare un senso a un caldo pomeriggio da passare in casa davanti alla tv.
Ed ecco che una voce dallo schermo pronuncia le parole fatidiche “per la serie western spaghetti andrà in onda Per un pugno di dollari”.
Erano gli anni in cui a noi bambini era ancora permesso di vedere questo genere di film, credo che ancora nemmeno esistesse la segnaletica con i vari bollini, e già dai primi minuti del film rimasi colpito ed affascinato da quel genere cinematografico, in seguito negli anni in linea con la mia crescita umana acquisterò i film del genere collezionandoli avidamente, tanto da iniziare quasi un isolamento monastico per vederli.
Ma la star per me era lui: Clint!
Rimanevo incollato allo schermo gustandomi la sua durezza di spirito e la sua interpretazione dura ma fondamentalmente giusta. Come dimenticare la sua interpretazione del Buono nel film, appunto, Il buono il brutto e cattivo? Un buono che non necessariamente, come oggi ci proiettano al cinema, deve essere un coglione o deve esimersi dal compiere qualche atto fuori le righe ed raggiungere il suo scopo.
Questo era ed è per me Clint!
Come dimenticare poi L’ispettore Callaghan con la sua serie di film irriverenti? Uno sbirro che non ha scrupoli e che ci ricorda che per rompere il culo ai cattivi servono poliziotti che se ne fottano della stampa asservita o dei buonisti di turno!
Quando poi sono diventato più grandicello, grasso e sedentario, ho iniziato anche ad apprezzare i film da lui diretti, e spesso interpretati, ed ho apprezzato una delle cose più al bando oggi in quella colpa è di letame nota come Hollywood.
Parlo del suo essere politicamente scorretto!
Il suo linguaggio duro e fuori dalle logiche del politically correct! Come è bello sentire nei suoi film usare ancora parole bandite come femminuccia, negro, mangia fagioli e chi più ne ha più ne metta!
Ma non per ragioni razziali o per discriminazioni varie sia chiaro, ma perché finalmente sentiamo come realmente in America la gente del quartiere parla e si rapporta con il mondo!
Epica la scena del suo film Gran Torino in cui, puntando una pistola a tre giovani afroamericani, si rivolge a un giovane bianco in questo modo “Zitto, femminuccia. Li chiami “fratelli” questi animali? Vorresti avere le palle nere come loro? Questi non ti vogliono come fratello e fanno bene. Ora vedi di portare a casa il tuo culetto irlandese.”.
Come fai a non amarlo?
Ma soprattutto è l’ultimo uomo a difendere tutto un mondo culturale che Hollywood negli ultimi hanno ha demolito.
Uno dei pochi Vip ad essersi schierato a favore del presidente TRUMP!
Questo mio scritto è un elogio senza se e senza ma nei suoi confronti!
Clint Eastwood baluardo di un mondo culturale yankee ormai al tramonto!
E se non vi sta bene vi rispondo come sono sicuro vi risponderebbe lui.
Andate a fanculo femminucce!