Politica & Attualità

ELOGIO AL SOFTAIR: COMUNITA’, SPORT E RISPETTO PER LA NATURA

 

di Marco Tuccillo

Siamo convinti che molti di voi in questi anni avranno sentito parlare di “softair” (o airsoft) oppure, nel migliore dei casi, lo avranno praticato e in questo articolo vogliamo approfondire -generalmente- le grandi qualità inerenti a tale attività ludico/sportiva.

Partiamo dalle basi. Il softair è un’attività che prevede l’utilizzo di ASG elettriche (repliche di fucili o pistole reali) affiancate da un equipaggiamento prettamente militare che ricalca, in larga parte, quello delle forze NATO o esterne (Russia, Cina e via discorrendo).La partita di softair spesso prevede due fazioni (attacco e difesa ma ci sono tantissime modalità in base al tipo di “game” che si vuole svolgere, rispettando comunque la prassi militare o dei videogiochi/film di guerra) che si fronteggiano in uno spazio urbano, collinare o montuoso sempre seguendo le direttive del comune di appartenenza che segnalerà, ai team, il territorio in maniera tale da svolgere il tutto in sicurezza e senza rischiare di far del male a persone esterne e quindi non partecipi.

Le squadre di softair sono formate da veri e propri club o associazioni, all’interno di queste si cementifica un rapporto molto solido che prevede rispetto, collaborazione, sostegno al proprio compagno di squadra ed altro…sia all’interno che fuori dal campo di gioco. Non è difficile infatti imbattersi in club che riescono a realizzare un’amalgama tra loro davvero invidiabile, una chimica che si può generare solamente in un compatto gruppo di persone che praticano la stessa attività e condividono le stesse passioni. Possiamo affermare, in tutta tranquillità, che il softair rimane una delle attività che comporta la formazione di un sistema comunitario nella quale ogni airsofter (operatore) si complementa con l’altro in base alle proprie qualità individuali che, ovviamente, verranno messe esclusivamente al servizio del gruppo: sniper, assaltatore, medico, scout, supporter ed altro.

All’interno di un club si delineano (se si dispone di numerici importanti) vari team che saranno capitanati da un individuo che dovrà tener conto, sul campo di gioco, della condotta della propria squadra e quest’ultima seguirà le direttive del proprio “capitano” andando a formare un’unità all’interno del club, insomma un più piccolo organico all’interno di uno più grande che a sua volta portertà alla formazione di uno ancor minore: la coppia. Si, la coppia è la forma più piccola e funzionale di comunità: due persone, stesso obiettivo, contare l’uno sull’altro per portare a casa la vittoria o comunque un buon punteggio. La stessa coppia, comunque, contribuisce al proprio team e quest’ultimo sarà il perno principale del motore del “club” (organo principale).

Scala gerarchica voi direte…bhè non proprio, piuttosto rispetto per i ruoli e per le affinità che si creano -secondo natura umana- in un contesto formato da più individui. Proprio le qualità riscontrabili nel softair sono state oggetto di molte critiche da parte della stampa e dei mass media che hanno cercato, in moltissime occasioni, di denigrare tale attività oppure -nel più radicale dei casi- di intraprendere petizioni per abolirla. Le giustificazioni dei mass media sono sempre state le stesse dall’accusa sull’esaltazione di guerra, giungendo alla formazione di laboratori di estrema destra per paramilitari neonazi…inutile dire che si tratta di una marea di menzogne figlie del “politicamente corretto” e della “dittatura del pensiero unico”.

Il problema odierno che il sistema (inteso come giornali, media ecc..) avversa continuamente tutte quelle attività che hanno a che fare con la natura degli uomini, con lo spirito comunitario di questi ultimi, preferendo vederli alienati l’un dall’altro e completamente incapaci di portare avanti un progetto sociale, sportivo e per giunta praticato nella natura o comunque all’aperto. Non è un caso, infatti, che molte associazioni di softair si adoperano anche per la cura del proprio territorio di gioco, curandolo con minuzioso rispetto per la natura (ci sono ovviamente anche casi di barbarie contro il territorio ma gli esempi negativi sono riscontrabili in qualsiasi contesto sportivo e non).

Il nostro articolo tende a valorizzare il “softair” come laboratorio di comunità, divertimento, sport e rispetto per natura in senso organico e auspichiamo che i ragazzi, ma anche gli adulti, pratichino maggiormente tali attività per riscoprire un “mondo” che vogliono toglierci ad ogni costo e che noi dobbiamo difendere con spada e scudo a denti stretti…anzi, in questo caso, con ASG ed elmetto.